Come da copione il comune di Modena ha svolto senza remore il ruolo di gendarme del capitale locale, così come spetta generalmente allo stato quello di presidiare il capitale nazionale ed internazionale, così in una dimensione ristretta le funzioni di monopolio della violenza vengono esercitate da chi ne fa le veci…di volta in volta comuni, province, regioni.
Libera, luogo fisico e ideale dove con determinazione un collettivo di Agitati sperimentava da anni il “mondo nuovo” che comunemente portiamo nei nostri cuori, è stata rasa al suolo: letteralmente!
Prima però di far spazio alla ruspe hanno dovuto occuparsi di sgomberare quel po’ di umanità resistente che si permetteva di ostacolare lo spietato cuore del potere ed allora spinte, calci, pugni, manganellate, umiliazioni alle donne, video e fotocamere divelte; gente incatenata dentro l’edificio o sopra il tetto trascinata a forza da polizia, carabinieri, vigili del fuoco.
Che i compagni e le compagne sentano forte la solidarietà, l’abbraccio fraterno anche dal friuli, il sostegno per le scelte fatte: giuste perchè giusta è libertà!
Che i meschini servitori del più forte di turno ed ancor più i mandanti colmi di odio per tutto ciò che è libero e autentico sentano il disprezzo di tutti noi, la rabbia di gente non piegata e ne stiano certi: libera vive, loro stessi hanno contribuito a “liberarla” definitivamente e così ora comincierà il peggiore dei loro incubi, quello della rivolta, piccola, diffusa, insospettabile come quelle radici indomite che si muovono, incrinano fino a lacerare il cemento di strade che non dovevano essere asfaltate.
TUTTO PER TUTTI
NIENTE PER NESSUNO
Circolo Libertario E. Zapata – Pordenone
Iniziativa Libertaria – Pordenone
http://zapatapn.wordpress.com
http://www.zapatapn.org
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Ma chi era il proprietario dello stabile?
Il comune di Modena.
Che aveva siglato unilateralmente un contratto di comodato d’uso al collettivo degli agitati fino a novembre del 2008, ma siccome i tempi per l’autodromo stringono e soprattutto c’era la possibilità credibile che dopo settembre a fare resistenza sarebbero giunti non in 50 ma in centinaia è comprensibile il perchè agosto fosse il mese appetibile per procedere…alla faccia dell’accordo siglato.
Con quale escamotage il comune procede allo sgombero in barba alla “legge”?
Sostenendo che il contratto era con gli “agitati” mentre coloro che occupavano lo stabile erano individui…peccato che gli individui corrispondano a coloro che compongono il collettivo;/
Credo che ci sarà un’azione legale rispetto a quanto fatto dalla giunta tuttavia tutto ciò è secondario rispetto al valore che un’esperienza libera e autogestionaria rappresenta rispetto all’interesse speculativo del comune, profittatorio delle imprese costruttrici ai danni di salute, ambiente e socialità.
In questo caso, avete tutto il diritto di protestare e far sentire la vostra voce. Un contratto è un contratto. E se quelli del comune l’hanno violato, voi avete il diritto di rifarvi del torto subito. Però non sarei stato d’accordo a protestare una volta concluso il contratto.
Come loro non hanno il diritto di violare accordi presi (il contratto), voi non avete il diritto di violare la proprietà altrui.
Non sono, ovviamente, d’accordo per due motivi di fondo.
Il primo è formale: Il contratto l’hanno stipulato unilateralmente loro e cioè il comune, è un atto formmale in cui il comune sancisce che lo stabile occupato è dato in concessione al collettivo degli agitati fino a novembre 2008.
Il collettivo non ha chiesto nè firmato nulla e tuttavia quel contratto è a tutti gli effetti legalmente valido per cui il paradosso è che il comune trasgredisce ad una legge che egli stesso emana…ne converrai che se non fosse che di mezzo ci sono persone, sogni e lavoro di anni sarebbe da riderci su tant’è ridicolo il tutto.
Il secondo è sostanziale ed l’unico che conta: noi siamo anarchici e non riconosciamo allo stato e alle gerarchie inferiori (comuni ecc.) nessuna legittimità al disopra dei nostri bisogni, sogni e lotte. La proprietà di libera è di chi l’ha abitata, resa viva, socializzata aprendola a chiunque volesse condividerne l’autogestione e in fondo in un’ottica genuinamente libertaria ciò che è “in comune” così dovrebbe essere.
La proprietà del comune era invece quella di chi in nome del monopolio della violenza (la proprietà è mia) la lasciava implodere, decadere, svuotata di tutto e tutti fino all’ennesima speculazione ai danni di una flora importante e delicata per il bene “comune” di tutti.
E’ d’altro canto il solito e irrisolto problema della cosiddetta “democrazia formale” rispetto ad una più evoluta “democrazia diretta”, nel primo caso i governanti in grande o in piccolo fanno gli interessi propri in nome dei presunti rappresentati nel secondo caso ciò non avverrebbe perchè la cittadinanza interessata sarebbe tenuta ad esprimersi, partecipando alle decisioni che li riguardano…non l’anarchia ma almeno non è la buffonata di questo fantoccio democratico che ti permette la libertà di cambiar padrone ogni 4/5 anni.