CASA POUND ITALIA: FASCISTI A PORDENONE / NO PASARAN!

Tutto si è saputo all’ultimo momento, niente pubblcità, nessun comunicato eppure oggi (24/10/2009) a Pordenone in P.tta Cavour alle ore 16.00 sbarcano con l’intento di metterci la bandierina i tipi di Casa Pound, assurti alle cronache per gli aspetti eclatanti della loro militanza: la cinghiammattanza (la moda di prendersi a cinghiate ai concerti delle band fasciste per mostrare il loro virgulto spirito ariano) oltre che per la comunicazione neofuturista tipo i manifesti pop in cui svettano Rino Gaetano, Jack Kerouac, Che Guevara e altre icone notoriamente a sinistra ma ormai abbastanza cadaveri per non poter obiettare nulla.
In realtà alle cronache sono me15848_1135550874010_1384477700_30335145_1337615_nno noti per la vera militanza che da Roma cercano di esportare in altre regioni e città come le gesta del loro “blocco studentesco” in cui armati di spranghe e cinghie assaltano pestandoli studenti delle superiori per accaparrarsi uno spazio d’onore tra l’onda studentesca, così come le varie retate antimmigrato a suon di pugni, calci e mazze. Ma i loro estimatori li apprezzano per l’attività sociale come le occupazioni di case assegnate a famiglie bisognose, alla solidarietà ai lavoratori di alcune aziende in crisi e le proposte populiste tipo il “mutuo sociale”, la campagna “contro il signoraggio”, l’antimondialismo ecc.
In realtà questi “nuovi” fascisti creativi sono roba vecchia, mixata e truccata a festa in un periodo di crisi generale (economica, culturale, politica ecc.) dove il presente ha espugnato il passato e diseredato il futuro di modo che la storia si possa ripetere a piacimento per accomodarsi ai soliti prepotenti di turno pronti a spartirsi le poltrone in alto e il controllo del territorio in basso. Casa Pound Italia altro non è che un brodino di terzoposizionismo degli anni ’70 con qualche pizzico di nazi-maosimo e spontaneismo terrorista ovviamente (per ora) soft e digeribile, il tutto condito con rivisitazioni del futurismo dei bei tempi fascistosi e supportato dai nuovi media “ciòvani” come internet, le radio e youtube. Quel che conta è il marketing e Casa Pound l’ha capito bene così per tutelarsi ha messo in piedi reti di associazioni in regola, negozietti musicali, d’abbigliamento e di gadget e vari circoli di appassionati di tutto e di più…dalle escursioni montanare al tiro al piattello.
In Friuli i responsabili sono Mauro Bonvicini (resp. Stampa casapound friuli) e Sguazzino Domenico il capetto in pectore che, motivati dalle simpatie neonaziste di alcuni ragazzini di provincia pensano sia giunto il momento di accumulare qualche punto nei vari capoluoghi come Pordenone. A Udine il ritrovo è niente popò di meno che Utinum et Patria, sede di tutto il neofascismo e neonazismo friulano recentemente famosi per aver ospitato il negazionista Irving (che per anni ha sostenuto il complotto pluto-giudaico-massonico negando l’olocausto per poi buttarla in libertà d’espressione perchè ormai ridotto al lastrico da cause legali da lui intentate contro altri storici e perse miseramente con tanto di risarcimenti astronomici. Per capirci in un
intervista sul Friuli i leader di Utinum si sono dichiarati fieri eredi del nazionalsocialismo, vi basta?
A noi si.
Siamo da sempre antifascisti e lo siamo anche oltre gli schemi angusti di certa resistenza istituzionalizzata e militarizzata e di altra spesso revisionista al pari dei peggiori revisionisti di destra. Siamo antifascisti in linea di continuità con coloro che già negli anni ’20 tentarono di opporsi al regime con gli Arditi del Popolo mentre partiti di sinistra facevano patti di desistenza con Mussolini e successivamente in piena guerra altri lanciavano appelli all’unità dei comunisti con le camicie nere per realizzare assieme il fascismo diccianovista (sigh!). L’appello cadde nel vuoto ma dopo la resa delle RSI Togliatti si preoccupò di amnistiare migliaia di fascisti rimettendoli al proprio posto (dirigenti statali, padroni, giudici e generali) mentre tanti partigiani restavano al confino e in galera.
Noi siano antifascisti che credono quanto sia attuale il lascito di molte istanze partigiane per una liberazione dalle cause dei fascismi che sono la diseguaglianza sociale, lo sfruttamento, la sottomissione delle masse, la limitazione delle libertà non solo di espressione e di parola (per quanto importanti) ma anche le libertà di realizzare concretamente una società basata sull’autogestione collettiva dei bisogni e la redistribuzione delle ricchezze in modo giusto.
E questa attualità è ora ancor più evidente con questi neofascisti trendy che al grido di “né rossi né neri ma liberi pensieri” propongono un superamento a destra delle differenze storiche, ideali e politiche ovviamente mantenendo diritto il vessillo “Italiani, bianchi e patrioti”.
Insomma la solita monnezza fascistoide che con la scusa della novità e in un Italia di smemorati e
menefreghisti può portare a quella egemonia culturale che in tempi di crisi ha sempre trascinato l’umanità verso i peggiori istinti.

Bastardi senza glori(A)

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