TAV: FERMARLO E’ POSSIBILE


Martedì 18 dicembre, alle ore 20,30
presso la sede del Circolo Libertario “E. Zapata”
Incontro con 2 militanti dello Zabalaza Anarchist Communist Front
(Sud Africa)

* Breve storia del movimento anarchico e anarcosindacalista nell’Africa
meridionale nel primo ‘900
* Crepuscolo dell’apartheid e il risorgimento delle idee anarchiche
* Ristrutturazione neoliberista dell’ANC nel Sud Africa post-
apartheid e il
ruolo del Sud Africa come potenza subimperialista
* Emergenza dei movimenti sociali popolari contro le privatizzazioni
ecc. e il
ruolo degli anarchici
* Zuma e l’Alleanza Tripartitica (PCSA, COSATU e ANC)
* La nuova ondata di scioperi e proteste studentesche, la loro
trasformazione
in senso burocratico e un possibile aumento nella militanza di base
* Lo Swaziland, il movimento per la democrazia e l’anarchismo
* Lo stato attuale del movimento anarchico, le attività dello ZACF e le
prospettive per il futuro
* Dibattito a seguire
Pierre-Joseph Proudhon (Besançon 15 gennaio 1809- 19 gennaio 1865), filosofo francese.
La mia coscienza è mia, la mia giustizia è mia, e la mia libertà è una libertà sovrana”
“Sei un repubblicano?
“Repubblicano. . . sì. Ma non significa nulla. Res publica, la cosa pubblica. Chiunque si interessi alla cosa pubblica può definirsi repubblicano. Anche i re sono repubblicani”
“Bene! Quindi sei un democratico?”
“No”
“Cosa? Forse un monarchico?”
“No”
“Costituzionalista?”
“Dio non voglia!”
“Vorresti una forma di governo mista?”
“Meno che mai. . . “
“E allora cosa sei?”
“Un anarchico. . . “
“Ah. . . capisco. Sei ironico. “
“Assolutamente no. Ti sto dando la mia seria e ponderata professione di fede. Sebbene un fervente sostenitore dell’ordine, io sono - nel più forte significato del termine - un anarchico. “
Duro il responsabile della Difesa: le inchieste non bastano più, ora i fatti
Kabul, strage di civili.
di RENATO CAPRILE da Repubblica online
Il ministro della Difesa Arturo Parisi in Afghanistan
L’incursione delle forze col mandato Onu: 80 morti, donne e bimbi tra le vittime
KABUL - L’ennesima strage di innocenti nel sud Afghanistan - stavolta le vittime sarebbero addirittura un’ottantina - ormai rischia quasi di non far più notizia. C’è n’è una ogni due giorni. La Nato come al solito si scusa, corregge al ribasso il bilancio dei morti, ammette l’errore ma diabolicamente continua a ripeterlo. Ma il ministro italiano della Difesa, Arturo Parisi, esprime una dura condanna per gli esiti del nuovo raid: “Le inchieste non bastano più, è tempo di fatti. Tutto quello che c’è da sapere lo sappiamo, i taliban sono degli assassini, ma noi siamo lì per difendere il popolo afgano”.
E ancora: “Non farò mai mio il principio per il quale “è meglio un amico morto che un nemico vivo”. E lì l’amico è il popolo. Il mezzo non può contraddire il fine. O impariamo a prendere la mira o è meglio che ci asteniamo dallo sparare. È quello che abbiamo ripetuto nelle riunioni Nato a Bruxelles - conclude Parisi - ed è quello che ripeterò oggi al segretario generale della Nato”. Read more…