1 Luglio 2009
Categorie: NordEst, Pillole, Pordenone . Tag:Azzano X, consiglio comunale, destra, figure di merda, Lega Nord, leghisti, padania, Pordenone, razzismo . Autore: zapatapn . Commenti: Lascia un Commento

Domenica 28 giugno 2009 verrà ad Aviano e Pordenone Chris Capps, un disertore dell’esercito USA della guerra in Iraq impegnato da anni a sostenere attivamente la diserzione presso le Basi USAF e NATO in Europa. Farà megafonaggio fuori dalla BAse di Aviano invitando altri soldati a seguirlo; questa prassi ha portato ormai a decine di casi tra Germania e Italia di giovani leve che lo hanno seguito, schifati dalla macelleria militarista, ed è quindi importante dargli sostegno e coraggio a proseguire questo prezioso compito.

Invitiamo quindi tutti gli antimilitaristi e i sinceri pacifisti ad intervenire sia la mattina presso la Base e sia al confronto con lui la sera presso il prefabbrikato dove si potrà discutere di guerra, militarismo, diserzione in USA ecc.
domenica 28 giugno 2009
sarà presente ad Aviano e Pordenone
Chris Capps* (USA)
disertore/AWOL (Absent without leave)
ore 10.30
presso AREA 1 (zona dormitorio) ad Aviano
Conferenza stampa e MEGAFONAGGIO PRO DISERZIONE
ore 18.00
presso Prefabbrikato a Villanova di Pordenone
Incontro/dibattito su diserzione/guerra/antimilitarismo
dopo pizza collettiva
Comitato Unitario contro Aviano 2000
Inizativa Libertaria
*BREVE STORIA DI CHRIS
«Mi sono arruolato perche’ non avevo soldi per pagarmi l’universita’ e i miei familiari non potevano aiutarmi economicamente», racconta Chris Capps, disertore del New Jersey che ora ha 24 anni e vive in Germania con la moglie Meike ma spesso viene in Italia, a Vicenza, per tentare di mettere in piedi una rete di consulenza legale per i suoi ex commilitoni che vorrebbero disertare. Continua a leggere…
I DIRIGENTI DELL’OSPEDALE DI PORDENONE SE NE LAVANO LE MANI E LA LEGA NORD ATTUA IL SUO PROGRAMMA POLITICO “FORTI CON I DEBOLI, DEBOLI CON I FORTI” FACENDO CHIUDERE L’AMBULATORIO PER MIGRANTI CLANDESTINI: E TU COSA FAI?
Quello che sta avvenendo nella nostra provincia è grave e non è che l’ennesimo attacco verso gli immigrati, l’anello debole della cittadinanza, perchè attaccare gli immigrati senza permesso di soggiorno oggi significa prepararsi ad attaccare quelli regolari dopo e così via aggredendo poi i lavoratori licenziati, ricattabili, i disoccupati ed ancora i precari.
Perchè il vero razzismo si attua partendo dalle fasce più deboli, canalizzando verso di loro le frustrazioni e la rabbia della gente che gode di maggiori diritti oggi e li vede erodere sempre più. Quando la crisi avrà inferto il colpo su questi “ultimi” toccherà a quelli appena più sopra nella gerarchia sociale dello sfruttamento e della subalternità.
Restare indifferenti a fronte di un’aggressione al diritto di essere curati, ai diritti primari e fondamentali che ogni essere umano dovrebbe godere non è solo razzista ma fascista nel senso più profondo che la storia abbia mai insegnato; quando si promulgavano le leggi razziali, si limitavavo le libertà di genti diverse fino alla loro effettiva segregazione. L’idea che una democrazia sia immune da queste derive è un mito pericoloso perchè tragedie come quelle accadute in Europa sono nate proprio nelle “culle liberali” così come le guerre mondiali sono scoppiate proprio nell’occidente considerato “cività superiore”.
Questo atto violento, perchè dietro ad una legge si cela lo stato che ha il monopolio assoluto della violenza, fa parte di una strategia politica di lunga data di un partito come la Lega Nord che in un clima montante di paure e insicurezze rivendica la propria vocazione antimmigrato e se sono passati 8 anni da quando Bossi proponeva di affondare le carrette dei clandestini con I cannoni della Marina il passo verso I respingimenti disumani è stato breve, mentre il Pacchetto Sicurezza è praticamente legge dello stato!
A Pordenone la Lega, assieme a tutto il centrodestra e ad alcuni centrosinistri superpartes manifestava il proprio appoggio all’apatheid israeliano pochi mesi fa al grido di “Pordenone cristiana, mai mussulmana” ed ora è evidente, per chi vuole davvero aprire gli occhi, di quali valori cristiani è portatrice: discriminazione, odio, prepotenza e persecuzione.
Noi crediamo che il diritto alla felicità appartenga a tutti ma soprattutto pensiamo che il diritto ad essere curati, accuditi, aiutati a sfuggire guerre, carestie, torture, povertà e persecuzioni non sia barattabile con nulla, tantomeno per una manciata di voti o di denaro da spartirsi.
Negare una visita ad un uomo, donna o bimbo clandestino è ripugnante, chiudere l’ambulatorio a Pordenone significa condannare alla sofferenza se non peggio migliaia di persone in tutto il Friuli. Cosa racconterai ai tuoi figli? Cosa risponderai ai tuoi nipoti quando fra molti anni anni leggendo cosa succedeva anche a Pordenone ti chiederanno: e tu cosa hai fatto per opporti?
PARTECIPA ANCHE TU CONTRO IL RAZZISMO, SOLIDARIZZA CON I MIGRANTI; LA LORO LOTTA PER UNA PARI DIGNITA’, DIRITTI E LIBERTA’ E LA LOTTA DI TUTTI PER TUTTI
Iniziativa Libertaria Pordenone
Pochi sanno che l’onorevole Mario Borghezio della Lega Nord è stato recentemente ripreso fuori-onda, dopo un intervento presso un circolo fascista francese, mentre suggeriva ai camerati come fare per riprendere il potere e consigliando loro di seguire l’esempio italiano della Lega Nord senza richiami espliciti e simbolici al fascismo, se no la gente non ti segue, ma spingendo sui contenuti che sono gli stessi di un tempo e sui quali invece c’è consenso. Una notizia del genere che è girata in rete, e pubblicata anche sulle pagine di Repubblica, non ha suscitato reazioni se non indifferenza.
Anche in provincia di Pordenone abbiamo il Borghezio nostrano, giusto per non farci mancare nulla, e si chiama Enzo Bortolotti, sindaco di Azzano X e recentemente candidato alle elezioni Europee. La sua politica locale è una politica anti-immigrato. Lo stesso sfilava lo scorso gennaio nel corteo per la continuazione dell’aggressione Israeliana a Gaza sgolandosi al grido di “Pordenone cristiana, mai mussulmana”, mentre per anni ha usato il suo potere per vietare ogni diritto agli immigrati, come portare il velo alle donne islamiche per le strade, o negando la piazza ai “neri”, come li chiama lui, o ai mussulmani per manifestazioni di protesta o di preghiera, perché in fabbrica a lavorare vanno bene mentre nelle piazze infastidiscono. In ultimo, dopo che l’emendamento sul divieto di denuncia dei migranti irregolari è stato cassato al parlamento, Bortolotti e la Lega Nord locale si battono perché venga chiuso l’ambulatorio medico della Caritas per immigrati presso l’ASL comunale dove vengono curati anche gli immigrati, uomini, dome, anziani e i loro bambini, sprovvisti del permesso di soggiorno. Continua a leggere…
alle 19 premiazioni e rinfresco.
sabato 16 maggio 2009 – ore 18.00
presso il PREFABBRIKATO in Via Pirandello, 22 a Villanova (PN)
presentazione libro con l’autore
MARCO ROSSI
storico e collaboratore di Umanità Nova
RIBELLI SENZA CONGEDO
Rivolte partigiane dopo la Liberazione (1945-1947)
Attorno alla data del 25 aprile 1945, considerata e celebrata come l’anniversario della Liberazione, permangono ancora molti equivoci e rimozioni, dettate da un evidente utilizzo politico della storia, sino al punto di ventilare la cancellazione di tale festa per sancire la conclusione della guerra che vide gli italiani combattersi su fronti opposti.
La principale mistificazione riguarda proprio la data stessa del 25 Aprile con cui si vorrebbe far iniziare e concludere l’insurrezione popolare contro il fascismo e l’occupazione nazista, negando che quella guerra civile e sociale aveva un “prima” e, soprattutto, che conobbe un “dopo” tutt’altro che composto e riconciliato sotto la bandiera della
cosiddetta pacificazione nazionale.
Uno dei fatti che contraddicono palesemente questa rassicurante ricostruzione del passato è l’esperienza, comune a migliaia di partigiani che, a distanza di poco più di un anno dalla Liberazione,
tornarono in montagna “per rifiuto di abitare nella Repubblica che mitraglia i contadini, libera i fascisti e mette gli operai alla disoccupazione”.
Tali insorgenze, nonostante le considerevoli dimensioni raggiunte, rimangono a tutt’oggi una parentesi pressoché ignorata e sconosciuta, a causa dell’evidente dissonanza che rappresentò e ancora rappresenta per la storia ufficiale della Resistenza.
segue dibattito
poi CENA SOCIALE+DJset al Barabbacaffè
organizza
Iniziativa Libertaria