PENSA, PARTECIPA, DIFFONDI!

14 novembre 2009 – ore 17.00 Pordenone: NO BORDER DAY

2009dayofaction_pnPORDENONE
14 NOVEMBRE 2009 ore 17.00 P.tta Cavour

per la campagna DAY OF ACTION promossa dall’IFA (Internazionale di Federazione Anarchiche)

NO BORDER DAY

contro i CIE (prigioni per immigrati senza permesso di soggiorno)
contro il Pacchetto Sicurezza, il reato di clandestinità
contro le Ronde verdi, nere e militari

PER LA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE PERSONE, PER LA SOLIDARIETA’ FRA LE GENTI, PER UN MONDO SENZA MURI NE’ FRONTIERE E LIBERO DA OGNI FONDAMENTALISMO DI CHIESE, IDEOLOGIE E STATI

proiezioni Audio/Video – microfono aperto
performance/installazione “abbattere le frontiere”
materiale informativo – sound system

Coordinamento Libertario Regionale

29/10/2009 presentazione libro “LE SCARPE DEI SUICIDI”

scarpesuicidi

CASA POUND ITALIA: FASCISTI A PORDENONE / NO PASARAN!

Tutto si è saputo all’ultimo momento, niente pubblcità, nessun comunicato eppure oggi (24/10/2009) a Pordenone in P.tta Cavour alle ore 16.00 sbarcano con l’intento di metterci la bandierina i tipi di Casa Pound, assurti alle cronache per gli aspetti eclatanti della loro militanza: la cinghiammattanza (la moda di prendersi a cinghiate ai concerti delle band fasciste per mostrare il loro virgulto spirito ariano) oltre che per la comunicazione neofuturista tipo i manifesti pop in cui svettano Rino Gaetano, Jack Kerouac, Che Guevara e altre icone notoriamente a sinistra ma ormai abbastanza cadaveri per non poter obiettare nulla.
In realtà alle cronache sono me15848_1135550874010_1384477700_30335145_1337615_nno noti per la vera militanza che da Roma cercano di esportare in altre regioni e città come le gesta del loro “blocco studentesco” in cui armati di spranghe e cinghie assaltano pestandoli studenti delle superiori per accaparrarsi uno spazio d’onore tra l’onda studentesca, così come le varie retate antimmigrato a suon di pugni, calci e mazze. Ma i loro estimatori li apprezzano per l’attività sociale come le occupazioni di case assegnate a famiglie bisognose, alla solidarietà ai lavoratori di alcune aziende in crisi e le proposte populiste tipo il “mutuo sociale”, la campagna “contro il signoraggio”, l’antimondialismo ecc.
In realtà questi “nuovi” fascisti creativi sono roba vecchia, mixata e truccata a festa in un periodo di crisi generale (economica, culturale, politica ecc.) dove il presente ha espugnato il passato e diseredato il futuro di modo che la storia si possa ripetere a piacimento per accomodarsi ai soliti prepotenti di turno pronti a spartirsi le poltrone in alto e il controllo del territorio in basso. Casa Pound Italia altro non è che un brodino di terzoposizionismo degli anni ’70 con qualche pizzico di nazi-maosimo e spontaneismo terrorista ovviamente (per ora) soft e digeribile, il tutto condito con rivisitazioni del futurismo dei bei tempi fascistosi e supportato dai nuovi media “ciòvani” come internet, le radio e youtube. Quel che conta è il marketing e Casa Pound l’ha capito bene così per tutelarsi ha messo in piedi reti di associazioni in regola, negozietti musicali, d’abbigliamento e di gadget e vari circoli di appassionati di tutto e di più…dalle escursioni montanare al tiro al piattello. Continua a leggere…

Sabato 19/09/2009 P.zza XX Settembre PN: CULTURA NON VUOL DIRE PAURA

“una cultura è una struttura di significato che viaggia
su reti di comunicazione non localizzate in singoli territori”
Ulf Hannerz
La parola soldato deriva da una parola del francese antico, essa stessa è una derivazione di Solidarius, latino per indicare qualcuno che ha operato per denaro. Solidare in Latino significa “pagare” ed i soldati romani erano pagati in Solidi. L’origine comune per le parole soldato e pagamento rimane non solo in francese (soldat e solde) ma anche in altre lingue, come tedesco (soldat e sold), spagnolo (soldado e soldada) e olandese (soldaat e soldij).
Wikipedia

In questi giorni a Pordenone si svolge l’ennesima edizione di PordenoneLegge, una sorta di vetrina culturale aperta al pubblico con autori di tanti generi e da tutto il mondo, un’esperienza appunto “culturale” che immaginiamo dovrebbe stimolare i cittadini di Pordenone a “leggere” per conoscere, confrontarsi e aprirsi ad “altro” e ad “altri”. Ma poi è davvero così? La domanda sorge spontanea perché da una parte l’evento ci appare molto più sensibile ai numeri, alle quantità e alla “nomèa” piuttosto che al confronto culturale ma soprattutto dall’altra ci chiediamo cosa rimanga di questa “apertura”  nei restanti 360 giorni dell’anno. Diffidenza, paura, discriminazioni e chiusura verso altro e altri paiono essere le attitudini “culturali” di una parte consistente della provincia pordenonese tanto che è sovente la rassegnazione con cui si subiscono politiche direttamente collegate a questa “insicurezza” diffusa e su cui i politicanti cavalcono alla grande.
A Pordenone da ormai più di un mese sono arrivati pattuglioni di militari a presidiare la città, per questo motivo anche in questi giorni di “cultura” ci pare doveroso informare, spiegare e agire per contrastare questa ennesima e pericolosa deriva securitaria.

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Venerdì 4/09/2009 ore 18.00 P.zza Risorgimento: INFO-POINT CONTRO LE RONDE MILITARI E DISTRIBUZIONE DEL FAZZOLETTO GIALLO

INFO-POINT CONTRO LE RONDE MILITARI E DISTRIBUZIONE DEL FAZZOLETTO GIALLO

Neppure due settimane e sono oltre il centianio le persone che porteranno appresso il fazzoletto giallo contro la presenza dei militari a Pordenone: oltre 70 le adesioni al gruppo su Facebook, una trentina quelle arrivate in email antironde@gmail.com e più di una trentina tra i promotori della campagna di disobbedienza per questo ennesimo attacco alla libertà di tutti nel solco di una politica di odio e diffidenza nazionalista e leghista.signorno02

Le prenotazioni del fazzoletto giungono da più parti, moltissimi i giovani (i più tartassati dai controlli) ma anche da intere famiglie (“ne ordino 3 per tutta la famiglia” chiede una donna in email), sappiamo che dall’opinione ai fatti il passo non è facile ne breve e quindi questa adesione ci rincuora e chiediamo a tutti, anche gli indecisi che su FB hanno messo in forse la propria partecipazione (sono una novantina), trovino il coraggio di esporsi pubblicamento come segnale di una inversione di tendenza rispetto a tutto questo livore e razzismo gettato dall’alto di poteri e mezzi da partiti politici che sulla paura della gente stanno facendo le proprie fortune.

La campagna quindi prosegue e diamo appuntamento per venerdì 4 settembre in P.zza Risorgimento alle ore 18.00 per un Info-Point dove verranno distribuiti i fazzoletti gialli a chi ne ha già fatto richiesta e a coloro che in quel momento volessero aderirvi.

In questo presidio informativo oltre a volantini che spiegano i motivi di quest’azione ci saranno anche materiali riguardo ai numeri reali sulla sicurezza sia a Pordenone sia in Italia mostrando con dati alla mano come tutte queste operazioni lavorino sulla “percezione” della realtà, alimentandone le fobie e nascondendo, depistandoli, i veri motivi di paura che invece la gente vive quotidianamente, anche a Pordenone, come quella di non poter garantire asili e scuole pubbliche ai propri figli con tagli generali agli organici e agli orari delle attività in aule fatiscenti o mancanti, la paura di non poter accedere alle cure sanitarie, sempre più costose e sempre meno qualificate a causa dei tagli di risorse umane e strumentali, con la continua privatizzazione dei servizi e l’affossamento della ricerca,  a causa della costante precarizzazione del lavoro, dei licenziamenti e della cassa integrazione di massa edell’impossibilità di arrivare economicamente alla terza settimana per sempre più famiglie e cittadini.
Infine assieme al fazzoletto daremo un prontuario di autodifesa legale per qualsiasi inconveniente od abuso che chi lo indossa dovesse incontrare oltre all’appoggio totale ed incondizionato sul piano solidale e di partecipazione attiva.

Iniziativa Libertaria

SIGNORNO’! Un fazzoletto giallo contro le ronde militari a Pordenone

A Pordenone, città al 3° posto tra le più sicure d’Italia (classifica recente del sole 24ore) adesso sono arrivati pure i militari…40 per la precisione. No, non fa ridere, perché questi girano armati, perché chiedono documenti a casaccio (ma soprattutto a ragazze e ragazzini alternativi giusto per unire l’utile al dilettevole) e per d1714777958imostrare che lo stipendio se lo guadagnano, nonostante tutti sappiamo che sono per lo più imboscati nell’esercito perché disoccupati o per garantirsi un reddito sicuro in tempi di crisi (lo spirito patriottico è una baggianata della propaganda nazionalista).
Non fa ridere, perché a scortarli c’è l’obbligo del poliziotto e siccome la polizia lamenta tagli generalizzati da anni, anche a PN si sono incazzati, e non poco, volantinando al mercato contro l’arrivo dei militi…a dire il vero il malcontento era stato espresso pure con le ronde padane, ma quelle per ora fanno effettivamente ridere e, rinnoviamo l’invito, a chi vuole “rifarsi la percezione” che organizziamo visite guidate dopo le 22.00 in città per verificare il mortorio e la tranquillità cittadina.
Ma chi è l’ideatore di tutto ciò? L’ineffabile A. Ciriani, presidente della Provincia; l’ha confessato appena trapelata la notizia:” La Russa me li ha mandati, glieli chiesi durante la visita del ministro a Casarsa” (Sigh!), probabilmente manco ci sperava, sicuramente non così presto, o forse, come la logica farebbe supporre, potrebbe nondimeno trattarsi di una mossa interna al PDL per ostacolare o quantomeno ridimensionare l’effetto ronde leghiste.
E adesso che abbiamo ’sti perditempo per la città che rischiano di creare problemi e malcontento (persino i commercianti consigliano di farli girare di sera pur rinnovando stima alla divisa), dopo neppure tre settimane, è già pronto il piano B: saranno usati in provincia, magari alle feste, alle sagre insomma dove gira tanta gente. La dimostrazione che non servono a nulla c’è la da pure l’artefice di questo rigurgito da governo militare.
Certo che all’incravattato e moderato Ciriani, ex cantante ska che tra una canzone e l’altra intonava ai concerti “chi non salta un albanese è, è!”, additato pochi anni fa dal suo stesso collega di partito Marzio Contento come “ultras e teppista” mentre prendeva a calci in branco un oppositore politico in piazza reo di aver ammainato un tricolore, la smania del militarismo non è passata e da buon “camerata dentro” non si smentisce mai.
Se poi aggiungiamo le ultime due ordinanze bislacche e ambigue della giunta comunale pordenonese, quella antisbandati e quella anticani possiamo solo attenderci l’istituzione della gogna pubblica e delle frustate espiatorie giusto per chiudere il cerchio.
Ribadendo, come accennavamo all’inizio, che non c’è da stare tranquilli, come anarchici e libertari della città dichiariamo pubblicamente che ci rifiuteremo di mostrare alcun documento ai militari ne presteremo alcuna considerazione agli stessi portando appresso come segno di protesta per la militarizzazione della città un fazzoletto giallo con la scritta “Signornò’!” al braccio, al collo o al taschino ben visibile. Lanciamo questa campagna a tutti coloro che non vogliono vivere in una città militarizzata in preda al delirio securitario ma, al contrario, partecipare a costruire una città fatta di conoscenza, socialità e solidarietà.
Ogni eventuale contraddittorio che dovesse gravare su chi indossasse questo segno di protesta con i militari, ci vedrà inscenare presidi e azioni di protesta con il volontario ed esplicito intento di rispedire al mittente i soldati.

Se si volevano creare problemi di ordine pubblico a Pordenone sappiano che da oggi potrebbero riuscirci. Per ogni altra info e/o per ricevere il fazzoletto giallo scrivere a antironde@gmail.com

Iniziativa Libertaria – Pordenone